ADR (ALTERNATIVE DISPUTE RESOLUTION): Un nuovo strumento per la risoluzione delle controversie a favore dei consumatori

Autore: Chiara Agostini

Dal 3 Settembre, i consumatori possono avvalersi di una nuova procedura per far valere i propri diritti. Si tratta della procedura ADR (Alternative Dispute Resolution), relativa alla risoluzione stragiudiziale delle controversie, di carattere nazionale o transfrontaliero, sorte tra un professionista ed un consumatore.

La disciplina, introdotta dal D.Lgs. n. 130/2015, di attuazione della Direttiva 2013/11/UE sulla “risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori”, è contenuta nel Codice del Consumo, nel nuovo Titolo II-bis, artt. 141 bis-141 decies.

1.1 L’ADR

L’“Alternative Dispute Resolution” è una procedura di risoluzione extragiudiziale delle controversie, esperibile anche in via telematica, eseguita ed applicata da un apposito organismo c.d. “ADR” nell’ambito delle obbligazioni derivanti da contratti di vendita, di beni o di servizi, tra professionisti stabiliti nell’Unione Europea ed i consumatori ivi residenti. Tale procedura presenta le seguenti peculiarità:

(i) volontarietà: la procedura è esperibile su esclusiva istanza del consumatore (il professionista, invece, non è legittimato attivo).

(ii) gratuità o pagamento di un costo minimo a copertura delle spese sostenute dall’ente;

(iii) celerità: la procedura di risoluzione della controversia ha una durata massima di 90 giorni dal ricevimento, da parte dell’organismo ADR, del fascicolo completo di tutta la documentazione richiesta da tale ente;

(iv) alternatività: la procedura in analisi si pone come semplice alternativa alle procedure previste da altre disposizioni di legge che prevedono meccanismi obbligatori di risoluzione stragiudiziale delle controversie, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il D.Lgs. n. 28/2010 in materia di mediazione per la risoluzione delle controversie civili e commerciali; la Legge n. 249/1997, che disciplina un tentativo obbligatorio di conciliazione per il settore delle comunicazioni elettroniche; la Legge n. 481/1995 in cui è previsto un meccanismo di conciliazione nelle materie di competenza dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico.

1.2 Organismi ADR e Autorità competenti

Gli organismi ADR sono istituiti su base permanente ed operano in piena indipendenza, autonomia e con metodo imparziale. La loro istituzione deve essere preceduta da un’apposita domanda d’iscrizione presso le Autorità competenti, in conformità alle rispettive aree di competenza istituzionale indicate nel D.Lgs. 130/2015, quali: il Ministero della Giustizia unitamente a quello dello Sviluppo Economico (per le controversie in materia di consumo), la CONSOB (in caso di violazione degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza da parte di investitori o intermediari finanziari), l’AGCOM (per il settore delle comunicazioni) e la Banca d’Italia.

Tali autorità hanno l’obbligo di redigere l’elenco degli organismi ADR ad esse iscritti, previa verifica del rispetto da parte degli organismi ADR dei requisiti d’iscrizione previsti in termini di stabilità, efficienza ed imparzialità. A tal riguardo, è doveroso sottolineare come il D.Lgs. 130/2015 abbia previsto più autorità competenti alla istituzione ed alla tenuta dell’elenco in questione e non un’autorità unica designata a svolgere tale compito come invece previsto dal D.Lgs. n. 28/2010 in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione. Tale scelta del legislatore potrebbe ingenerare criticità nella procedura ADR dovuta ad una possibile non uniformità dei criteri utilizzati, da parte di ciascuna autorità competente, per la valutazione dei requisiti per l’inserimento degli organismi ADR in ciascun elenco settoriale e per la verifica del mantenimento degli stessi.

1.3 Procedimento

In base alla nuova disciplina in analisi, l’organismo ADR potrà operare in due differenti modalità: organizzando un incontro tra le parti al fine di agevolare una soluzione amichevole della controversia ovvero promuovendo una possibile soluzione al conflitto in essere tra il consumatore ed il professionista.

Il legislatore non impone ulteriori condizioni al procedimento, che sarà disciplinato in base alle regole contenute nel regolamento dell’organismo ADR prescelto dal consumatore: le uniche eccezioni riguardano la tempistica che, in un’ottica deflattiva, come sopra specificato, non dovrà superare i 90 giorni e il facile accesso alla procedura, ossia senza la necessaria presenza di una assistenza legale.

Resta comunque fermo il diritto del consumatore di adire il giudice ordinario competente qualunque sia l’esito della procedura di composizione extragiudiziale della lite (cfr. nuovo art. 141, comma 10 del Codice del Consumo).

1.4 L’informazione dei professionisti ai consumatori

I professionisti stabiliti in Italia che si sono impegnati a ricorrere ad uno o più organismi ADR, sono obbligati ad informare quest’ultimi in merito all’organismo o agli organismi competenti per risolvere le controversie sorte con i consumatori. L’identificazione degli organismi ADR competenti deve risultare in modo chiaro, comprensibile e facilmente accessibile, dalle condizioni generali del contratto di vendita o di prestazione di servizi stipulato dal professionista con il consumatore ovvero dal sito internet del professionista stesso. Resta in ogni caso salva la possibilità per il consumatore di scegliere quale organismo ADR competente adire.

1.5 ODR (Online Dispute Resolution)

La nuova disciplina del Codice del Consumo in esame si affianca ai Regolamenti n. 2013/524/UE e n. 2015/1051/UE che disciplinano rispettivamente la “risoluzione delle controversie online dei consumatori” e le “modalità per l'esercizio delle funzioni della piattaforma di risoluzione delle controversie online e le caratteristiche del modulo elettronico”. L’obiettivo, di entrambe i Regolamenti, è di mettere a disposizione di consumatori e professionisti dell’Unione una “piattaforma ODR” europea per la risoluzione extragiudiziale imparziale, trasparente, e rapida delle controversie insorte tra loro, concernenti obbligazioni contrattuali derivanti esclusivamente da contratti di vendita o prestazione di servizi online.

La piattaforma ODR, nello specifico, consiste in un sito web interattivo che offre a consumatori e professionisti un accesso elettronico e gratuito in tutte le lingue ufficiali delle istituzioni dell’Unione, attraverso il quale è possibile presentare all’organismo ADR competente il cd. “reclamo telematico”. Quest’ultimo, in particolare, si sostanzia nel “modulo di reclamo elettronico”, accessibile ai consumatori e ai professionisti in tutte le lingue ufficiali delle istituzioni dell'Unione europea che va inoltrato alla piattaforma ODR. Da segnalare, inoltre, che anche la procedura di risoluzione telematica delle controversie avrà la durata massima di 90 giorni dal ricevimento del modulo di reclamo elettronico da parte dell’organismo ADR.

Tali novità contenute nei Regolamenti in discorso, relative all’istituzione della piattaforma ODR, saranno direttamente applicabili nei singoli Stati membri senza necessità di atti di recepimento nazionali e la piattaforma a far tempo dal 9 gennaio 2016.

1.6 Prime considerazioni

Da un’analisi comparata delle disposizioni del Codice del Consumo e con il decreto legislativo in materia di mediazione - che è l’istituto con cui l’ADR presenza evidenti analogie -, abbiamo rilevato alcune differenze:

·       la disciplina dettata dal Codice del Consumo in materia di ADR non prevede l’obbligo di assistenza legale che, invece, resta fisso per chi voglia (o abbia il dovere di) esperire la procedura di mediazione ex D.lgs. n. 28/2010;

·       il ricorso alla mediazione avanti ad un organismo ADR competente non è condizione di procedibilità di una successiva ed eventuale domanda giudiziale (cosa che accade, a contrario, per la mediazione in materia civile e commerciale ai sensi del D.Lgs. n. 28/2010);

·       l’accordo tra le parti raggiunto all’esito della procedura ADR non costituisce, differentemente dal verbale di avvenuta conciliazione, titolo esecutivo per l’esecuzione forzata di un diritto certo, liquido ed esigibile.

Al di là di tali rilievi, la procedura ADR non sembra fornire una sostanziale innovazione nel panorama attuale.

L’introduzione di questa nuova procedura, quindi, appare assumere valenza solo in un’ottica deflattiva e di contenimento dei costi legali associati a tali controversie. Pare, in altre parole, che l’intento ultimo di tale nuova disciplina sia unicamente quello di tentare di degiurisdizionalizzare le controversie tra consumatori e professionisti che oggi riempiono le aule dei nostri tribunali e/o dei giudici di pace.